Le Arti Marziali come metodo contro il bullismo

 

Negli ultimi tempi, sempre di più, si sente parlare tramite le notizie riportate dalla cronaca o sul web, di un fenomeno che sta diventando sempre più frequente all’interno della nostra società, questo tipo di fenomeno viene chiamato “bullismo”. Nella maggior parte dei casi, il bullismo  coinvolge giovani e giovanissimi, i quali vivono manifestazioni di disagio, sia all' interno di scuole, sia fuori da queste, in strada, negli autobus, nei locali frequentati dai ragazzi come i pub o le discoteche. Sarebbe opportuno prima di tutto dare una definizione di bullismo, mettendone in evidenza le caratteristiche fondamentali:

Perché si possa parlare di bullismo è necessario che ci siano alcuni requisiti: i protagonisti sono quasi sempre bambini o ragazzi, che condividono lo stesso contesto, Il luogo più diffuso è la scuola. Gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono sempre intenzionali, messe in atto dal bullo o dai bulli per provocare un danno alla vittima per divertimento o attirare l'attenzione attorno a loro; c’è quasi sempre insistenza nelle azioni dei bulli, possono durare  settimane, mesi o anni e sono ripetute; c’è sempre una differenza nella relazione, cioè uno squilibrio tra chi compie l’azione e chi la subisce, ad esempio per ragioni di età, di forza fisica, o per la popolarità che il bullo ha nel gruppo di suoi coetanei. La vittima non è in grado di difendersi, è isolata e ha paura di denunciare o raccontera gli episodi di bullismo ricevuti perché teme la vendetta.

Bisogna dire che tutti e due i ruoli, sia il bullo sia la vittima, nella maggior parte dei casi vivono situazioni di disagio all' interno del nucleo famigliare, spesso riconducibili ad una errata o mancata educazione, per menefreghismo o assenteismo da parte dei genitori e altri vari motivi che non stiamo qua a discutere. La maggior parte delle vittime non hanno fiducia in se stessi, sono ragazzi insicuri e fragili per questo vittime perfette per i bulli che capiscono quest'altri non reagiranno all'aggressione ricevuta, anzi si chiuderanno ancor di più in se stessi come se fossero un riccio. Per quanto riguarda il bullo, anche se in apparenza non sembrerebbe, pure lui è un ragazzo fragile e insicuro però non lo mostra, anzi tira fuori la rabbia e l'aggressività contro i più deboli, usando la propria  forza in modo sbagliato.

Quindi sia il bullo che la vittima sono entrambi bisognosi di aiuto. Negli anni abbiamo visto tanti casi sia di vittime che di bulli e la cosa che possiamo dire, per la nostra esperienza, è che le Arti Marziali, nel nostro caso il Karate, sono un metodo di aiuto molto efficace per  entrambi i casi, perchè tirare fuori il meglio e "buttare via" il peggio delle persone.

Io vedo il Karate come una bilancia che sa equilibrare il carattere delle persone, per esempio, nel caso della vittima, l'apprendimento di tecniche difensive, tramite un allenamento costante, lo porterà ad avere più coraggio e fiducia dei propri mezzi,che lo porterà ad abbandonare l'insicurezza e la paura.

Nel caso del bullo l’aggressività, la forza e l’energia impiegate in modo inadeguate e sbagliate, possono essere utilizzate in modo corretto , tramite un allenamento che gli permetterà di utilizzare la propria personalità nel Dojo, dove è possibile dare sfogo a queste energie, imparando a gestirle, in un luogo dove vi sono regole ben precise  che vanno rispettate.

Il Karate, oltre ad essere uno sport, è un modo di vivere, di mettersi alla prova, di relazionarsi con altre persone, è una delle strade possibili per poter combattere, non con l’ambiente esterno, ma con noi stessi, dal momento che tutti i giorni: siamo tenuti a confrontarci con i problemi quotidiani, ogni giorno siamo messi di fronte a situazioni che ci mettono in difficoltà. Le Arti Marziali ti danno la capacità di gestire se stessi e le proprie emozioni, di combattere le proprie paure e le nostre ansie, ti insegnano dei sani principi come: RISPETTO , LEALTA' , GIUSTIZIA , SINCERITA' , COMPASSIONE , CORAGGIO , ONORE ecc .....

In poche parole le Arti Marziali ti cambiano. Ho visto ragazzini fragili e insicuri di tutto, diventare persone  sicure e decise, con un forte spirito combattivo, ma sempre con il RISPETTO verso tutti perchè sanno cosa vuole dire essere vittime. E bulli pieni di rabbia e cattiveria, calmati dalla forza del gruppo o, come la chiamiamo noi " TRIBU' "diventando sì persone più forti, ma con qualcosa che prima non avevano, dei principi come il RISPETTO, IL CONTROLLO e la GIUSTIZIA, imparando a difendere le persone che prima aggrediva.

Con questo voglio concludere dicendo che il bullismo può e deve essere combattuto e le Arti Marziali sono una via. Purtroppo in questa società sempre più "incasinata", con molta violenza e sempre meno valori, sembra tutto difficile però, come diceva una persona "Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla".

Cit ( Martin Luther King ).

 

Autore :

Davide Albanese, Praticante di Arti Marziali

Cintura Nera di KARATE

Cintura Blu di Jiu Jitsu Brasiliano

 Praticante di Daito-ryu Aikijujutsu

 

 

Perché si possa parlare di bullismo è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti:
  • i protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare, che condividono lo stesso contesto, più comunemente la scuola;
  • gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per divertimento;
  • c’è persistenza nel tempo: le azioni dei bulli durano nel tempo, per settimane, mesi o anni e sono ripetute;
  • c’è asimmetria nella relazione, cioè uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, ad esempio per ragioni di età, di forza, di genere e per la popolarità che il bullo ha nel gruppo di suoi coetanei;
  • la vittima non è in grado di difendersi, è isolata e ha paura di denunciare gli episodi di bullismo perché teme vendette
- See more at: http://www.azzurro.it/it/informazioni-e-consigli/consigli/bullismo/che-cos%E2%80%99%C3%A8-il-bullismo#sthash.81Q5JCwU.dpuf
Perché si possa parlare di bullismo è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti:
  • i protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare, che condividono lo stesso contesto, più comunemente la scuola;
  • gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per divertimento;
  • c’è persistenza nel tempo: le azioni dei bulli durano nel tempo, per settimane, mesi o anni e sono ripetute;
  • c’è asimmetria nella relazione, cioè uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, ad esempio per ragioni di età, di forza, di genere e per la popolarità che il bullo ha nel gruppo di suoi coetanei;
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Commenti: 6
  • #1

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    Davide Albanese (domenica, 05 febbraio 2017 15:00)

    Buon Giorno volevo prima di tutto ringraziare tutti per i complimenti sul articolo,sono molto lusingato,volevo dirvi che a dire la verità io ho creato questo sito prima di tutto per far conoscere alla gente la nostra accademia di arti marziali e il nostro lavoro svolto quotidianamente per mostrare la passione che ci mettiamo nel trasmettere questa bellissima disciplina.
    poi un giorno mi sono detto voglio provare a scrivere degli articoli e creare un blog.
    L'articolo sul bullismo e stato scritto nel 2014 e fino ad ora nessuno mi aveva contato a parte qualcuno su facebook.
    ma comunque non era mia intenzione creare chi sa che cosa, non sono neanche uno scrittore però, nei miei articoli ho messo dentro quello che pensavo e forse è stato proprio questo quello il successo del vostro appezzamento.
    Volevo informarvi che al più presto pubblicherò un nuovo articolo se vi interessa.
    per contattarmi potete scrivermi ad email. fudoshinkarate@hotmail.it
    grazie e buona domenica

          A.S.D FUDOSHIN 

    ACCADEMIA KARATE JUTSU

 CANTALUPO FRAZ. (CERRO MAGGIORE)

                 VIA VERCELLI N°7