Origini e Leggende del Karate

 

Quando si parla di arti marziali è impossibile non associare persone o luoghi all'evoluzione storica delle singole discipline, indiscutibilmente il termine Karate viene associato ad Okinawa, un'isola lunga poco più di 120 km e larga 30 km nella quale tutt'oggi, esistono più di 200 doji divisi in quasi 25 scuole differenti. In realtà il metodo di combattimento proveniente da Okinawa è assolutamente unico, pur non rinnegando influenze cinesi. Nella sua evoluzione ha conquistato il mondo diventanto semplicemente con il suo nome "KARATE" simbolo stesso delle arti marziali che si pratica a mani nude con calci e pugni. Prima di tutto dobbiamo chiarire che il Karate non faceva parte del bujitsu e divenne arte marziale nipponica solo in questo secolo. I suoi metodi d'insegnamento e la sua filosofia si sono perfettamente adattati al budo, guadagnandosi a buon diritto il privilegio di far parte del corpus tecnico ( e culturale) delle discipline di combattimento giapponese.

Per comprendere la singolarità del metodo di Okinawa è necessario ripercorrere almeno per sommi capi la vicenda storica.

Okinawa è la più grande e importante isola di un arcipelago chiamato Ryukyu che si trova in una importante posizione strategica tra Giappone e il  sud-est asiatico. Fu centro di scambio, luogo di approvvigionamento e tappa obbligata per ogni spedizione militare, commerciale o politica nell'antichità asiatica da e verso il Giappone

Vi passarono i mercanti cinesi, quelli di Annam (indocina), le navi mercantili filippine, gli invasori mongoli e quelli giapponesi diretti in Corea, nonchè i pirati wako che costituirono un flagello anche per i potenti Shogun tokogawa. Questa vivacità commerciale favorì scambi  culturali e, naturalmente, e di arti marziali fin dai tempi più antichi. 

Secondo i documenti storici cinesi nell'epoca sung gli abitanti originari di Okinawa vennero dalla Corea o comunque da una regione settentrionale della Cina portando con sè una ricca tradizione marziale ed esoterica.

Alcune leggende parlano di una corrente nera che era necessaria  seguire ( dalle Filippine) per raggiungere l'arcipelago giapponese da sud, mentre questo sembrava abitato da tempi immemorabili da una razza di pigmei immortali. In altre cronache l'isola di Okinawa era appunto conosciuta come la " terra degli immortali". Forse possiamo spiegare questa denominazione facendo ricorso all'idea che i suoi abitanti praticassero una forma di disciplina esoterica che garantiva loro  buona salute  e quindi longevità. Forse invece, il termine "immortali" si riferiva all'invincibilità sul campo  di battaglia ottenuta attraverso la pratica di un metodo di combattimento che assicurava la vittoria e quindi, in senso lato d'immortabilità. Secondo le credenze popolari la nascita del karate  è dovuta alla proibizione dell'uso delle armi nell'arcipelago delle isole Ryukyu. Nei secoli XVII e XVIII le condizioni dei nobili di Okinawa cambiarono notevolmente, l'improvviso impoverimento delle classi alte  costrinse molti nobili a dedicarsi al commercio e all'artigianato. Fu così che l'arte segreta iniziò a penetrare anche al difuori della casta dei nobili. La conoscenza del TE ( letteramlmente indica "mano" "arte" "tecnica") restava uno dei pochissimi segni di appartenenza passata a un' elevata posizione sociale. Per questo motivo i nobili, ormai divenuti contadini tramandarono quest'arte a una cerchia ristretta di persone. Fondamentale per la nascita del TODE furono anche le arti marziali cinesi.

Le persone che si recavano in Cina, anche per diversi anni avevano modo di studiare le arti marziali del luogo e, in molti casi, cercarono di apprenderle. Le arti marziali cinesi si basavano su concetti filosofici e su un' elaborata concezione del corpo umano; era quindi impossibile imparare le arti cinesi nello spazio di un solo viaggio. I viaggiatori giapponesi appresero quel che potevano: tecniche sparse che adottarono al loro fisico ben più robusto di quello di un cinese. Ci fu quindi una sorta di fusione tra le arti arrivate dalle Cina e il TE  Okinawese. Esponente di spicco di questo periodo fu Kanga Sakugawa signore di Okinawa ed esperto di TE. Egli fu il primo maestro che provò una razionalizzazione e una codificazione delle arti diffuse ad Okinawa. La storia del karate nella tradizione di Okinawa assume contorni un po' più definiti a partire da Sokon Matsumura che fu il primo ad avere trasmesso un metodo sistematico. 

Il suo stile  Tode era chiamato Shuri-te (arte marziale di Shuri) in quanto Matsumura era residente proprio nella città di Shuri. Egli basò il proprio insegnamento su tre punti fondamentali: la pratica dell'arte di Okinawa, l'arte giapponese della spada (jigen-ryu) e la pratica dell'arte cinese. 

Il ruolo di Matsumura nella storia del karate è tanto più importante se consideriamo che formò molti allievi. Alcuni tra loro sono divenuti anch' essi maestri di quest'arte e hanno diffuso l'arte e le idee del loro maestro pur contribuendo tutti a farle evolvere. Tra loro Itosu Yasutsune ebbe il grande merito di introdurre il karate nelle scuole dell'epoca. Più tardi, a seguito delle prestigiose esibizioni del maestro Gichin Funakoshi a Tokio nel 1922, il karate venne conosciuto al di fuori dell'isola di Okinawa.


          A.S.D FUDOSHIN 

    ACCADEMIA KARATE JUTSU

 CANTALUPO FRAZ. (CERRO MAGGIORE)

                 VIA VERCELLI N°7